Se c’è un appuntamento che gli architetti e i designers (me compresa) aspettano con entusiasmo tutto l’anno è senza dubbio la Milano Design Week.
Ed infatti eccomi qui!
A scrivere questo articolo una settimana prima del grande inizio per guidarti tra le 10 mostre del Fuorisalone 2025 che non puoi perderti!
“Mondi Connessi” è il tema scelto per questo anno.
Un concept potente che esplora l’interconnessione e il legame tra persone, tecnologia e natura.
Il messaggio è chiaro: tutto è connesso!
L’uomo crea la tecnologia, la tecnologia impatta sulla natura, la natura reagisce e, nel bene e nel male, influenza le nostre vite.
Un gioco di cause ed effetti che impone di ripensare il nostro modo di progettare con una visione olistica, dove innovazione e sostenibilità si fondono in perfetta armonia.
Ormai è un mantra!
Il legame tra uomo e natura è sempre più fragile e minacciato dall’impatto ecologico delle nostre scelte quotidiane.
L’obiettivo del Fuorisalone 2025?
Ridefinire questa relazione attraverso soluzioni progettuali che riducono lo spreco di risorse e mettano in luce il legame tra architettura e natura attraverso il ruolo dei materiali biodegradabili e tecnologie sostenibili.
In questo articolo ti accompagnerò tra eventi e mostre che ispirano una nuova concezione dell’abitare, in cui la progettazione non sia un’azione isolata, ma parte di un ecosistema in perfetto equilibrio con la natura perché il design non è solo estetica e funzionalità, ma anche responsabilità ambientale.
Pronti?
Iniziamo!
- The Scale of Commitment (via Tortona 27)
- The Core Matter of Design / End of Life Plastics Manufacturing (via Fatebenefratelli 5)
- TEXT-ures / Dallo Scarto Tessile ad un Prodotto di Design (via Ponte Vetero 23)
- Forniture That Can Become Vintage (via San Fermo 7)
- Acqua Lambro (Polimi – campus Bonardi)
- Nature-Factory Manifesto (via Varese 12)
- Actuated Knit and Textile Morphosis (viale Monza 91)
- Ottagono Lodge (piazza Beccaria)
- Cork Collective (via Solferino 31)
- Ancient Memories (via del Carmine 9)
The Scale of Commitment (via Tortona 27)
La prima esposizione che gli amanti dei materiali sostenibili non possono perdersi è “The Scale of Commitment”, presentata da Materially.
Ospitata all’interno del Superdesign Show la mostra mette in luce l’impegno di alcune aziende nella ricerca e nello sviluppo di materiali sostenibili, innovativi e ad alte prestazioni che stanno ridefinendo il futuro del progetto architettonico.
Attraverso panel tematici e momenti di approfondimento, avrai l’opportunità di comprendere le sfide che guidano oggi la scelta dei materiali e le strategie concrete nate in risposta alle più recenti normative su greenwashing ed ecodesign.
Un’occasione unica per aggiornarsi, ispirarsi e ripensare il rapporto tra innovazione, sostenibilità e architettura.
The Core Matter of Design / End of Life Plastics Manufacturing (via Fatebenefratelli 5)

La seconda tappa ci porta dritti al debutto di Pelagic.earth, che esordisce con una provocazione destinata a far riflettere.
Il rifiuto è davvero tale o dipende solo dallo sguardo di chi lo osserva?
Pelagic.earth non è solo un progetto, ma una visione concreta per un futuro che intende ridefinire il concetto di rifiuto, connettere le comunità, stabilizzare i mercati e ripensare i sistemi industriali e di gestione dei materiali.
In questo contesto la designer Philippa Abbott ha creato un’installazione che sfida le convenzioni, trasformando la plastica oceanica e altri materiali a fine vita in un’alternativa innovativa al calcestruzzo.
L’esposizione “The Core Matter of Design” è uno spazio immersivo in cui riflettere su design, materia e rifiuti, e ridefinire il modo in cui li percepiamo e valorizziamo. Un invito a capovolgere le nostre convinzioni e ad esplorare ciò che realmente conta in un progetto ben concepito in un mondo in continua trasformazione.
Quello che Pelagic.earth ci vuole dire è che “il rifiuto è una questione di prospettiva. È una costruzione culturale, un sottoprodotto industriale, il segnale di un ecosistema sbilanciato, il risultato di un disallineamento tra progetto, tempo e funzione”.
È ora di ripensarlo perché ogni scarto ha il potenziale di diventare una nuova risorsa.
Pronto a guardare i rifiuti con occhi nuovi?
TEXT-ures / Dallo Scarto Tessile ad un Prodotto di Design (via Ponte Vetero 23)

Seguendo il filo conduttore del riuso creativo, il progetto TEXT-ures di Nazena offre un’esperienza immersiva che ridefinisce il concetto di materia, mostrando il viaggio degli scarti tessili verso una seconda vita nel design e nell’arredamento.
TEXT-ures svela il potenziale nascosto dei materiali tessili post-consumo, trasformandoli in superfici innovative e oggetti di arredo dal forte impatto estetico e funzionale.
Potrete osservare da vicino ogni fase del processo di rigenerazione, scoprendo come il riciclo diventi un’opportunità per creare soluzioni uniche, responsabili e in armonia con i principi della sostenibilità.
Forniture That Can Become Vintage
(via San Fermo 7)

Quale modo migliore per valorizzare gli scarti di legno, erroneamente considerati poco pregiati, se non attraverso il fascino senza tempo dei mobili vintage giapponesi?
Dopo il successo della scorsa edizione, BEFORE VINTAGE FURNITURE è orgogliosa di annunciare la sua seconda partecipazione alla Milano Design Week.
Fondato in Giappone nel 2023, il brand nasce con la missione ambiziosa di creare mobili che resistano alla prova del tempo, destinati a diventare il vintage del futuro.
Il concetto rappresenta alla perfezione l’essenza del wabi-sabi ovvero accettare la transitorietà e l’imperfezione delle cose.
I mobili presentati alla mostra prendono vita nella regione di Okhotsk, nell’Hokkaido, un territorio remoto dove legni considerati di poco pregio vengono trasformati in arredi straordinari, pezzi unici e ricchi di storia destinati a durare nel tempo. Ogni venatura irregolare e ogni nodo nel legno raccontano un percorso di rinascita, dove l’artigianalità si intreccia con il rispetto profondo per la materia prima, dando nuova vita a ciò che altrimenti sarebbe stato dimenticato.
In un’epoca di obsolescenza programmata e rapide tendenze, BEFORE VINTAGE FURNITURE sfida il concetto di temporaneità con pezzi che acquistano valore con il passare dei decenni.
Cosa c’è di meglio di un mobile che non solo arreda, ma ridà dignità al legno dimenticato, trasformandolo in un’opera senza tempo?
Acqua Lambro (Polimi – campus Bonardi)

Paradossi alla Milano Design Week?
Certo che sì!
E uno di quelli più intriganti vi aspetta alla mostra “Acqua Lambro”.
Un progetto sperimentale, una provocazione, una riflessione sul nostro rapporto con l’acqua e l’ambiente.
Acqua Lambro è un’installazione che fonde arte, design ed ecologia, e trasforma uno dei fiumi più inquinati d’Europa in un manifesto di cambiamento.
Al centro del progetto c’è un’idea impossibile: purificare l’acqua del fiume Lambro per renderla un’ipotetica acqua minerale di prestigio.
Più che un esperimento scientifico, Acqua Lambro è un’opera di design e attivismo ambientale, che prende forma in una macchina-scultura costruita con materiali recuperati dal fiume stesso – con il supporto di AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) – e progettata per filtrare e distillare l’acqua attraverso processi di evaporazione.
L’acqua “impossibile” verrà imbottigliata in una serie limitata di bottiglie in vetro soffiato, create in collaborazione con il maestro vetraio Carlo Cereda.
Acqua Lambro è un progetto collettivo e interdisciplinare che coinvolge il Politecnico di Milano, ERSAF, Karakorum Impresa Sociale e ricercatori internazionali in ecologia, filosofia, architettura e idrologia. Guidato dagli artisti gethan&myles, si inserisce in PALIMPSEST, iniziativa europea del New European Bauhaus, che esplora il ruolo dell’arte nella trasformazione ambientale e sociale.
Non ti è venuta voglia di andare a vedere quale sia il risultato di questo artistico esperimento?
Nature-Factory Manifesto (via Varese 12)
Restando nel mondo degli esperimenti e delle domande che fanno riflettere, ti segnalo un evento imperdibile firmato LAND e Porsche Consulting.
Qui la sfida è di quelle epiche!
Come trasformare l’umanità da semplice consumatrice di risorse a vera e propria creatrice di valore per il pianeta?
Questo appuntamento in programma il 9 aprile sulla terrazza di LAND, in collaborazione con Green City Italia cercherà di esplorare un nuovo paradigma di sviluppo, dove la sostenibilità non è più solo un obiettivo, ma un motore di innovazione e competitività.
Al centro del dibattito, il Nature-Factory Manifesto, presentato con successo lo scorso gennaio al World Economic Forum di Davos.
Un’idea visionaria che ridefinisce il ruolo delle aziende, trasformandole da semplici consumatrici di risorse a Fabbriche di Natura, capaci di generare valore ambientale, economico e sociale.
L’evento riunirà esponenti di primo piano del settore pubblico e privato per individuare strategie concrete e superare la logica della “transizione green” in favore di un modello rigenerativo basato sul Natural Capital Accounting, un approccio che crea un legame diretto tra sviluppo economico e crescita della Natura.
In aggiunta la Wunderkammer di LAND, sarà il fulcro di un’esplorazione interattiva con workshop e attività dedicate all’applicazione del Nature-Factory Manifesto su scala globale.
Un’occasione imperdibile per architetti, designer e innovatori, e che promette di ribaltare prospettive e accendere idee per un futuro in cui il progetto non solo riduce l’impatto, ma genera nuove risorse per il pianeta.
Actuated Knit and Textile Morphosis
(viale Monza 91)

Dalle grandi domande esistenziali a quelle che hanno già una risposta (o quasi).
Qual è il futuro dell’architettura tessile?
A darci un assaggio concreto è Actuated Knit // Textilemorphosis, con una selezione di progetti che esplorano l’incredibile potenziale dell’integrazione tra sistemi costruttivi tessili e strutture ultraleggere.
Fondato nel 2008 all’interno del DABC – Department of Architecture, Built Environment and Construction Engineering del Politecnico di Milano, TextilesHUB è oggi il principale network italiano per la ricerca e l’innovazione nei sistemi strutturali a membrana applicati all’architettura e all’ingegneria delle costruzioni.
L’obiettivo? Rispondere alle sfide contemporanee di sostenibilità, adattabilità e riduzione dell’embodied energy, aprendo la strada a un’architettura più dinamica e resiliente.
Tra le soluzioni esposte:
Sistemi di schermatura tessili che grazie a sensori e servo-attuatori, trasformano gli edifici in organismi reattivi, capaci di modulare in tempo reale luce, ventilazione e umidità.
Membrane e pelli architettoniche in grado di condensare l’umidità dell’aria e raccoglierla, riducendo il consumo idrico.
Sistemi isolanti innovativi derivati da processi di bio-crescita o dal riutilizzo di fibre tessili dismesse.
Ma te le immagini?
Io non vedo l’ora di scoprirle!
Ottagono Lodge (piazza Beccaria)

Proseguiamo il nostro viaggio tra le innovazioni già realtà e facciamo tappa in Piazza Beccaria, dove ti aspetta Ottagono Lodge.
Ottagono Lodge non è solo un’abitazione ma un’esperienza abitativa progettata per inserirsi armoniosamente in qualsiasi scenario naturale, dalle coste mediterranee alle vette alpine, senza mai imporsi sul contesto.
L’innovazione nasce dalla sua struttura, sviluppata con la tecnologia Ottagono Green Architecture, un telaio in acciaio sagomato a freddo, scelto per la sua resistenza e durabilità, abbinato a pannelli coibentati con materiali naturali, come la paglia di riso, per un comfort termico sostenibile.
Ma il vero tratto distintivo è il rapporto con il terreno perché la struttura di Ottagono Lodge “fluttua” su piattaforme in teak, eliminando la necessità di fondazioni invasive.
Un’architettura nomade, facilmente trasportabile, rapidamente installabile e completamente riciclabile, progettata per adattarsi a ogni paesaggio con il minimo impatto ambientale.
Non ci credi?
Ti consiglio di andare a vedere perché Ottagono Lodge è un manifesto di design sostenibile e abitare responsabile, dove tecnologia, leggerezza e paesaggio si fondono per ridefinire il concetto di casa.
Cork Collective (via Solferino 31)

Restando sul tema della “ridefinizione dell’abitare“, ti mostro un luogo dove il design incontra la natura in modo sorprendente.
Casa Cork, frutto della collaborazione tra Rockwell Group, Cork Collective e Corticeira Amorim è un laboratorio sperimentale che esplora le potenzialità del sughero nel design contemporaneo.
Più di una semplice esposizione, Casa Cork sarà un luogo di scoperta e confronto, ed ospiterà eventi, conferenze e workshop dedicati al riciclo e alla trasformazione del sughero.
Tra i protagonisti dell’installazione:
Prodotti in sughero firmati da designer internazionali.
Approfondimenti sul ciclo di vita del materiale, dalle sue proprietà tecniche alla sua versatilità applicativa.
Casa Cork ci insegna che la natura ha ancora molto da insegnarci… e da arredare!
Ancient Memories (via del Carmine 9)

Per concludere, ti lascio con una proposta più tradizionale, ma altrettanto affascinante ovvero l’esposizione di Fischbacher 1819 e Marcel Wanders, che insieme all’artista tessile Caterina Roppo, danno vita a Ancient Memories.
Questa capsule collection di tessuti naturali non si limita ad abbellire gli spazi, ma racconta storie ed evoca emozioni.
Al centro della collezione c’è la canapa (una delle mie preferite) scelta per la sua resistenza e sostenibilità.
La canapa, infatti, non solo affronta il passare del tempo, ma lo celebra, prolungando la vita del prodotto e, al termine del suo ciclo, ritorna alla terra senza lasciare traccia.
Ancient Memories combina la canapa con juta e fibre derivate dal legno, creando tessuti che non solo raccontano la storia della natura, ma restano profondamente legati ad essa.
Quale di questi eventi ti ha incuriosito di più?
Ci vediamo per le strade di Milano!

Lascia un commento